Milano da bere

Nelle intersezioni tra i nostri cosiddetti cuori umani ci sono dei semafori lampeggianti, perchè in questo posto è sempre notte. Qui anche le rondini si fermano il meno possibile. Interrogativi notturni come dei contorni al mio mal di schiena. Un bacio attraverso le campagne Ferraresi che volevamo andare a scoprire insieme, anche se poi alla fine ero fondamentalmente da solo, con una coca-cola e patetico come un cane lanciato nello spazio. Missili russi che intercettano i satelliti delle nostre corrispettive compagnie telefoni, e sono delle eclissi per non vedersi. Che i cellulari non funzionano più come i cervelli. Che i cervelli non funzionano più dei cellulari. Attraversando il parco una cometa si è quasi spenta, il grigiore di Milano spegnerebbe anche un teleschermo orwelliano. Sassi dal cavalcavia per simulare l'undici settembre anche in questa squallida provincia lombarda. Svegliarsi e poi ricucirsi gli abiti mentre in strada sfilano netturbini e magrebini, alle prime ore del mattino, mano nella mano. La metropolitana trasuda arroganza e il razzismo dilagante che mi fa sempre arrabbiare. L'errore stava nel non fidarsi. Ma provaci tu a passeggiare bendato per i Navigli.